
Il Mediterraneo premia la speranza: a Cosenza la voce di Gaza con Majd al-Assar e il faro di Ben Jelloun
Si è conclusa a Cosenza la XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea, il prestigioso riconoscimento internazionale promosso dalla Fondazione Carical e presieduto dal prof. Mario Bozzo per favorire la solidarietà e il dialogo interculturale nel bacino del Mediterraneo. L’edizione del ventennale di cui è stato ospite d’onore Tahar Ben Jelloun ha messo al centro del dibattito l’Intelligenza Artificiale e il suo impatto sulla società, inaugurando i lavori all’Università della Calabria con il convegno “Tra parole, immagini e algoritmi” e culminando con il gran galà al Teatro Alfonso Rendano, condotto dalla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli.
Sul fronte letterario e scientifico, la sezione Narrativa ha visto il trionfo di Ayşegül Savaş con Gli antropologi, mentre la Narrativa Giovani, votata da oltre 300 studenti, ha premiato Rosita Manuguerra per Malanima. I riconoscimenti per la Traduzione e la Cultura dell’Informazione sono andati rispettivamente a Yasmina Mélaouah e alla divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti, mentre la biologa molecolare Antonella Fioravanti si è aggiudicata il premio per le Scienze dell’Uomo.
Grande rilevanza è stata data all’impegno civile e alla ricerca globale. Il premio per la Società Civile è stato conferito all’attivista Nicolò Govoni, fondatore di Still I Rise. Il il Premio della Giuria è andato alla giornalista palestinese Majd al-Assar, collegata direttamente dalla Striscia di Gaza per il suo libro Il mio cuore libero, mentre il Premio speciale Fondazione Carical ha celebrato il talento di Marco Lavalle, scienziato lucano del NASA Jet Propulsion Laboratory. Con questa formula, la Fondazione ha ribadito il ruolo del Mediterraneo come laboratorio di pace ed etica di fronte alle transizioni tecnologiche del futuro.
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