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3 novembre 2026

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

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Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

MedOpenMagazineNewsState sintonizzati su Black Mirror: dal ‘Be ready’ inglese alle ‘Midterm’ statunitensi passando per l’Italia

State sintonizzati su Black Mirror: dal ‘Be ready’ inglese alle ‘Midterm’ statunitensi passando per l’Italia

In questo mondo c’è qualcosa che non torna. E gli allarmi non provengono da governanti autocrati, Stati distopici, gruppi di ecoambientalisti estremisti. No. Probabilmente seguendo la fortunata serie ‘Black Mirror’, nei giorni scorsi il Regno Unito ha lanciato l’allarme con la campagna ‘Be ready’ per una guerra imminente, ibrida o vecchia maniera che sia. Il governo del Regno Unito, non la Corea del Nord di Kim Jong-un o la Guinea Equatoriale di Nguema, infatti nei giorni scorsi aveva suggerito ai suoi sudditi di fare scorte di cibo in scatola, banconote e una radio a transistor, tant’è che lo stesso ministro della Difesa, Wes Streeting, ha annunciato che anche lui ha fatto scorte di alimenti per affrontare un’emergenza nazionale derivante da attacchi cibernetici, terroristici, cataclismi naturali e l’eventualità anche di un terzo conflitto mondiale. Al Times il ministro ha ammesso di aver fatto scorte per settimane di lattine di fagioli, scatolette di tonno, barrette proteiche e acqua minerale, più una cassetta di primo soccorso. La paura maggiore è per la guerra ibrida, quella che blocca i sistemi informatici, avvelena l’acqua potabile, manda in tilt l’approvvigionamento, con Russia, Iran e Corea del Nord come mandanti. Paturnie derivate da serie televisive fortunate o gli 007 inglesi stanno anticipando il futuro?

Ne sanno qualcosa recentemente i Palazzi governativi italiani di attacchi hacker, sempre più frequenti anche nell’area mediterranea.
Ma c’è qualcosa che non torna nemmeno negli Usa, con l’ex stratega del presidente Trump, Steve Bannon, che al Financial Times ha confidato che alle imminenti elezioni Midterm (cioè il 3 novembre) una sconfitta dei repubblicani potrebbe scatenare una sorta di ‘guerra civile’: infatti, a suo dire, il partito che sostiene Donald Trump è dilaniato da correnti interne, contrariate per l’inflazione, per la guerra contro l’Iran, per i dazi al resto del mondo, tutti elementi che potrebbero far perdere seggi alla Camera e al Senato.
Midterm sono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che si tengono ogni quattro anni, due anni dopo le presidenziali, per rinnovare i 435 seggi della Camera e circa un terzo del Senato oltre che le istituzioni federali. Se il presidente Trump dovesse risultare sconfitto cosa accadrebbe? Un nuovo attacco a Capitol Hill come avvenuto il 6 gennaio del 2021 quando Trump tenne il discorso ai suoi sostenitori ammonendo il Congresso di rifiutare la proclamazione di Joe Biden a 46º Presidente, dopo non aver accettato la sconfitta elettorale del 3 novembre 2020? Già, 3 novembre, una data che torna. Staremo a vedere, state sintonizzati su ‘Black Mirror’.

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