
Matera, il ponte con il Marocco guarda oltre il 2026
Il Mediterraneo come spazio di relazioni, prima ancora che come confine geografico. È questa la prospettiva con cui Matera si avvia alla fase conclusiva del 2026, l’anno in cui condivide con Tétouan, città del Marocco, il titolo di Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo. Un percorso che ha messo al centro patrimonio, arti, ricerca e partecipazione, con l’ambizione di consolidare il ruolo della città dei Sassi come luogo di incontro tra culture diverse.
Il programma, promosso nell’ambito dell’iniziativa dell’Unione per il Mediterraneo e coordinato dalla Fondazione Anna Lindh, ha trovato nel dossier “Terre Immerse” la propria linea narrativa. L’idea è rileggere il Mezzogiorno non come periferia dello spazio europeo, ma come territorio capace di costruire connessioni con l’altra sponda del mare, mettendo in relazione memoria, contemporaneità e nuove forme di cooperazione. Una visione che coinvolge istituzioni, operatori culturali, artisti e comunità locali.
Il rapporto con Tétouan rappresenta uno degli assi portanti dell’anno. Nell’aprile scorso una delegazione marocchina è stata accolta a Matera dal Comune e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 per avviare un confronto orientato alla costruzione di progetti condivisi, non soltanto sul piano artistico, ma anche su quello educativo, sociale ed economico. La collaborazione ha trovato una delle sue espressioni più significative in “Suoni Mediterranei”, progetto che ha riunito musicisti delle due città in una residenza artistica tra Italia e Marocco, culminata il 2 ottobre con un concerto a Matera.
La parte finale dell’anno mantiene aperti diversi fronti di lavoro. Il Comune di Matera, con un avviso pubblicato il 9 ottobre, ha avviato la selezione di proposte per tre iniziative: due nell’ambito di “Attraversamenti. Musiche del Mediterraneo” e una per la rassegna letteraria “Mediterranei. Storie, saperi e pratiche del dialogo”. L’obiettivo è ampliare il coinvolgimento della scena culturale e valorizzare linguaggi artistici capaci di mettere in comunicazione esperienze e comunità differenti.
Prosegue inoltre fino all’8 dicembre “The Sea Is Closer Than You See”, la mostra dedicata al rapporto tra arte contemporanea, intelligenza artificiale e immaginari mediterranei, allestita tra Palazzo Lanfranchi, TAM, MUSMA e Basilicata Open Space. Il progetto invita a ripensare il legame tra Matera e il mare attraverso opere multimediali e sperimentazioni visive, ricordando come la dimensione mediterranea appartenga anche alla storia geologica e culturale di una città lontana dalla costa.
Il 28 novembre è invece la data indicata per la cerimonia conclusiva ufficiale dell’anno da Capitale mediterranea, in coincidenza con la Giornata del Mediterraneo. La chiusura istituzionale non coincide, tuttavia, con la fine di tutte le iniziative ispirate al percorso.
Tra i progetti che guardano oltre novembre figura “Matera SottoSopra: collegare il patrimonio idrico mediterraneo attraverso percorsi emozionali e rituali interculturali”. La Pro Loco della Città di Matera ha annunciato la firma, il 25 ottobre, dell’accordo con la Fondazione Anna Lindh per realizzare l’iniziativa dal 10 novembre al 9 dicembre 2026.
Il progetto si propone di mettere in relazione il patrimonio idrico e le tradizioni culturali attraverso esperienze e percorsi di carattere interculturale. La conclusione, prevista il 9 dicembre in uno dei luoghi simbolo degli antichi rioni Sassi, dovrebbe coinvolgere una delegazione marocchina in un momento di incontro ispirato alla memoria e alle affinità tra le due sponde del Mediterraneo, in concomitanza con l’anniversario dell’iscrizione di Matera nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO.
Il bilancio di Matera 2026 non si misurerà soltanto attraverso il numero degli appuntamenti realizzati. La questione centrale riguarda la capacità di trasformare le iniziative in rapporti stabili, opportunità per gli operatori culturali e occasioni di partecipazione per i cittadini. In questo senso, il dialogo con Tétouan e i progetti che coinvolgono artisti, associazioni e istituzioni offrono una prospettiva che supera la dimensione celebrativa del titolo.
La sfida per Matera è ora dare continuità a queste relazioni, facendo della cultura uno strumento di cooperazione e di apertura internazionale.
Sezione:
Lucia Serino
giornalista

