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3 novembre 2026

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

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Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

MedOpenMagazineNewsUn Manifesto anche mio. Perché l’arte è militanza

Un Manifesto anche mio. Perché l’arte è militanza

L’artista me lo immagino sempre come il piccolo Joseph Conrad, che alla domanda “dove vorresti andare” davanti alla mappa del mondo, puntò il dito su un’ampia area incognita, priva di segni di fiumi, strade, montagne, e rispose: “qui”. E poi ci andò. Quel braccio che si muove verso, è l’artista, come la sua voce che risponde. Quel dito sulla mappa bianca è l’arte. Un’ipotesi, un’immaginazione, un viaggio. Una lotta. E qualcuno che testimonia tutto questo.
Plaudo e aderisco dunque a questo testo nato da un’idea di Stefania Nardini e scritto con alcuni colleghi: Bruno Morchio, Grazia Verasani, Giancarlo Piacci, Arianna Destito, Gianluca Campagna, Maurizio de Giovanni. Io che mi sono sempre rifiutato di percorrere la via dell’intrattenimento, che non giudico ma che non scelgo, penso che ogni gesto artistico, ogni colpo di pennello o di scalpello, ogni nota musicale, ogni parola di testo siano gesti di militanza. Gesti doppi, di chi li compie e per il valore che hanno sul pubblico.
Nel Mediterraneo che ho deciso di esplorare, dove navigo da quarant’anni, in cui vivo come un semi eremita su un’isola, ho incontrato tante testimonianze. Echi solari di una risposta possibile alle depressioni dell’epoca. Sostengo da sempre che il Mediterraneo è il luogo geografico, esistenziale, antropologico, filosofico da cui dobbiamo ripartire. È quello spazio bianco sulla mappa, dove puntare il dito. Qui.

 

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