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4 novembre 2026

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

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Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

MedOpenMagazineNewsSiria: nasce “Karuna”, il primo laboratorio di sostegno psicosociale per donne in difficoltà

Siria: nasce “Karuna”, il primo laboratorio di sostegno psicosociale per donne in difficoltà

L’iniziativa, promossa dall’associazione bergamasca Support and Sustain Children Ets a Qah, punta a rafforzare la resilienza comunitaria nel Nord-Ovest del Paese in collaborazione con La Lumera e l’Unione Buddhista Italiana.
A Qah, nel Nord-Ovest della Siria, nasce “Karuna”, il primo laboratorio di benessere e sostegno psicosociale dedicato alle donne in condizioni di vulnerabilità.
L’iniziativa è stata avviata dall’associazione bergamasca Support and Sustain Children Ets (Ssch) presso il proprio Help Point locale, nel corso di una missione svoltasi dal 2 al 10 ottobre. Realizzato in collaborazione con l’associazione La Lumera e finanziato dai fondi Otto per Mille dell’Unione Buddhista Italiana, il progetto ha coinvolto sei donne siriane segnate dai traumi della guerra e dello sfollamento.
Il percorso punta a rafforzare le risorse personali delle partecipanti e a consolidare le reti di supporto comunitario, con un impatto positivo anche su bambini e famiglie. “Sono donne che tengono in piedi famiglie e comunità con pochissimi mezzi”, spiega Arianna Martini, fondatrice e presidente di Ssch, descrivendo storie di disabilità, perdite e precarietà nei campi profughi. Durante le attività, dinamiche simboliche come l’intreccio di un filo hanno aiutato a visualizzare i legami psicologici tra le partecipanti. “Ho sentito come se questa rete fosse il nostro cuore”, ha testimoniato la partecipante Hala. Il progetto proseguirà ora sul territorio grazie alle Nurturer – donne locali formate per facilitare l’ascolto e la cura di sé – e diventerà operativo dopo la consegna di una guida pratica curata da La Lumera, garantendo la continuità del lavoro anche dopo la partenza delle operatrici italiane.

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