
Quel ‘Mediterraneo Allargato’ in cui credevano Enrico Mattei e Aldo Moro
Cosa significava per Enrico Mattei ed Aldo Moro l’idea del “Mediterraneo Allargato”? Un’idea del passato che ancora oggi ha una sua validità strategica e dovrebbe ispirare la classe politica italiana a riscoprire le strategie di cooperazione al fine di ricreare un dinamismo che aveva dato inizio ad un boom economico sino alla tragica morte di Enrico Mattei nel 1962.
L’attualità di quella visione del Mediterraneo allargato ha le sue radici nella geopolitica degli ultimi anni influenzata dalla presidenza di Trump negli Stati Uniti d’ America.
Infatti, la recente politica estera di Trump ha avuto un impatto significativo sugli equilibri politici all’interno della NATO e dell’Europa.
Aldo Moro, statista Italiano più volte Presidente del Consiglio e Ministro nei governi italiani dagli anni 50 sino agli anni 70, aveva cercato con una visione politica innovativa per agire in anticipo nel perimetro dei trattati di Yalta per garantire all’Italia la propria autodeterminazione in base al tessuto sociale e politico del paese. La visione di Aldo Moro in politica ed Enrico Mattei nel settore economico erano quella di garantire all’Italia l’indipendenza di scelte che avrebbero potuto restituire al paese nell’ ambito del Mediterraneo allargato un ruolo di leadership per modelli di convivenza politica e di sviluppo economico.
Enrico Mattei direttore dell’ENI, politicamente nell’area Morotea (fu parlamentare per la Democrazia Cristiana dal 1948 al 1953) aveva ben compreso il potenziale ruolo dell’Italia nell’ambito delle trattative per la gestione energetica nel Mediterraneo allargato. Con grande coraggio Mattei sfidò il cartello delle grandi compagnie petrolifere internazionali, note come le “Sette Sorelle”, per garantire all’Italia ed ai paesi del Mediterraneo energia a basso costo. Ma la sua visione di rompere il monopolio delle grandi multinazionali del petrolio offrendo ai paesi produttori del medio oriente ed del nord Africa accordi più equi fu la sua condanna a morte.
La morte del fondatore dell’ENI nel 1962 dopo un incidente aereo per esplosione in volo (tramite una piccola carica di tritolo) fu ufficialmente riconosciuta come un omicidio tramite sabotaggio, ma i responsabili materiali ed i mandanti non sono mai stati identificati con certezza nei processi. E’ stato teorizzato un coinvolgimento di ambienti locali (mafia) ed internazionali (Servizi Segreti americani e inglesi). Dalla scomparsa di Enrico Mattei, l’Italia non ha mai più avuto un uomo capace di segnare la politica economica ed estera con una strategia autonoma ed in contrasto con le grandi potenze occidentali.
Dopo la morte del suo amico Mattei, Aldo Moro fu il principale architetto della cosiddetta “fase mediterranea” della politica estera italiana tra gli anni sessanta e settanta in qualità di ministro degli affari esteri e presidente del Consiglio. Moro diceva: “Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo”. Moro vedeva l’Italia capace di fare da ponte tra i paesi europei della sponda nord ed i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Moro ha cercato il dialogo con il mondo arabo ed ha promosso il rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e il dialogo tra le diverse culture e religioni del bacino del Mediterraneo con una visione politica fondata sulla centralità della persona umana piuttosto che sulla pura ragione di stato.
Proprio la ragione di stato e la cosiddetta linea della fermezza del governo italiano con le Brigate Rosse hanno condannato a morte Aldo Moro, ben cosciente che il naufragio del suo progetto strategico più importante, “il compromesso storico”, era legato al blocco di Yalta, con l’ostilità degli Stati Uniti, Gran Bretagna e dell’Unione Sovietica. Le conseguenze storiche della morte di Enrico Mattei ed Aldo Moro sono stati gli esecutivi creati nella formula del Pentapartito avviando una crisi progressiva dei partiti poi culminate all’inizio degli anni ’90 con Tangentopoli.
Gli uomini passano, ma le idee restano e camminano. Come diceva Giovanni Falcone “le tensioni morali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Ecco, l’Italia aspetta con ansia Uomini e Donne che siano capaci di ispirarsi all’idea del “Mediterraneo Allargato” per dare vitalità politica, culturale, economica, ed artistica a tutta l’ Europa Unita dei Popoli.
*Ferruccio De Lorenzo è Primario di Medicina Interna all’Imperial College London
(foto Archivio storico Eni)
Sezione:
Ferruccio De Lorenzo
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