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3 novembre 2026

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

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Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

MedOpenMagazineNews“Il cuore di Marsiglia batte per il Mediterraneo”. Incontro con Léo Purguette, direttore de La Marseillaise

“Il cuore di Marsiglia batte per il Mediterraneo”. Incontro con Léo Purguette, direttore de La Marseillaise

Ho conosciuto Leo Pourguette anni fa quando il giornale mi propose di pubblicare la versione in lingua francese di “Storia di un marsigliese”, la biografia di Jean Claude Izzo in Italia edita da E/O. Di lui colsi immediatamente quel suo modo di essere giornalista appassionato come lo ero io in giovane età. Nominato poco più che trentenne direttore de “La Marseillaise”, a lui si deve il rilancio di una testata che è storia della città dove ho vissuto 22 anni: Marsiglia.

Pourguette, è partita proprio dalla Francia la protesta dei giovani. E Marsiglia è stata, dopo Parigi, teatro degli scontri. Cosa sta succedendo?

“Innanzitutto, è sorto un movimento di studenti delle scuole superiori che protesta contro la carenza di risorse e di insegnanti, le condizioni degli edifici scolastici e il sistema di selezione per l’università, affidato a un algoritmo. Questo movimento si è unito a un’altra iniziativa di protesta contro il caro vita e l’impennata dei prezzi dei carburanti. Purtroppo, dei facinorosi e dei saccheggiatori hanno turbato il movimento durante le manifestazioni del 17 ottobre, che hanno mobilitato 800.000 persone in tutta la Francia. In diverse città, la polizia ha lasciato che venissero commessi atti violenti, favorendo così l’instaurarsi di un clima di paura. Il sabato successivo, il governo ha vietato le manifestazioni in numerose città. A Marsiglia, le organizzazioni sindacali – con in prima fila la CGT (l’equivalente francese della CGIL) – hanno imposto lo svolgimento di una manifestazione, che si è tenuta in modo pacifico e ha riscosso un grande successo. Ciò testimonia l’importanza delle organizzazioni nella strutturazione dei movimenti sociali. La prossima data cruciale sarà il 5 novembre, giornata di sciopero e manifestazioni indetta dal coordinamento intersindacale”.

Che significa oggi fare un giornale dalla parte della gente?

“È l’essenza stessa del nostro giornale fin dalla sua fondazione: riportare informazioni corrette e schierarsi dalla parte del popolo. Questo ruolo è particolarmente importante in un panorama mediatico dominato da alcuni miliardari, certi dei quali manifestano apertamente le proprie opinioni di estrema destra. Partecipiamo alla battaglia culturale in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027 con una convinzione ereditata dai nostri fondatori: solo un progetto capace di imprimere un grande slancio al progresso sociale potrà respingere in modo duraturo il pericolo dell’estrema destra“.

A La Marseillaise ha lavorato Izzo. E’ un antico giornale di una città considerata capitale della mediterraneità. E’ ancora così?

“Sì, siamo orgogliosi di aver annoverato tra le nostre fila un grande scrittore come Izzo, così come altre personalità del mondo della cultura e dello sport. Il cuore di Marsiglia batte per il Mediterraneo e il nostro lavoro giornalistico è attraversato dalla centralità della questione mediterranea. La nostra copertura si estende lungo tutto l’arco mediterraneo francese e ospitiamo diverse rubriche dedicate all’attualità del Mediterraneo: cronache dalla Corsica, dall’Italia e dalla Spagna, oltre a pagine riservate alle sponde sud e orientale del nostro mare comune”.

All’ingresso del giornale c’è una targa di marmo. Ricorda la nascita del giornale durante l’occupazione nazista. Cos’è per te la memoria?

“La memoria, in particolare quella della Seconda guerra mondiale, rappresenta per me una questione fondamentale. Bisogna sapere da dove si viene per capire dove si va. La Marseillaise è stata fondata da esponenti della Resistenza dotati di un coraggio inaudito; essi costituiscono, al contempo, punti di riferimento ed esempi. Rendiamo omaggio a Léon Paranque, giocatore dell’Olympique de Marseille che scelse la via della Resistenza; a Mala Kriegel, partigiana ebrea polacca di fede comunista; e a Jean De Bernardy, dirigente della CGT e del PCF in clandestinità, tutti caduti durante le lotte per la Liberazione. Un pensiero va anche a Marcel Thomazeau, partigiano comunista deportato a Mauthausen, che in seguito divenne un dirigente del nostro giornale. In occasione dell’ottantesimo anniversario della nostra testata, abbiamo ottenuto che ad Aix-en-Provence – luogo in cui il giornale nacque clandestinamente – un giardino pubblico venisse intitolato “Journal La Marseillaise”; che lo stesso nome venisse dato alla piazza antistante la nostra sede a Marsiglia; e che una scuola media prendesse il nome di Jean De Bernardy. Accogliamo molti giovani, con l’obiettivo di trasmettere loro questa memoria e di far scoprire loro il mestiere del giornalista”.

Chi sono i vostri lettori?

“Si tratta di persone comuni, rappresentanti del mondo del lavoro, individui che sperano in un futuro migliore. Ma anche di un numero crescente di persone interessate alle nostre informazioni esclusive, pur senza necessariamente condividere le nostre idee”.

In una battuta cos’è per te la libertà nel giornalismo?

“Si tratta di poter dire la verità, anche quando questa disturba l’ordine sociale”.

Da anni ti batti per la rinascita e il rilancio de La Marseillaise. In questo momento state vivendo un momento di difficoltà. Perché?

“Sì, abbiamo fatto notevoli passi avanti. Abbiamo conquistato molti nuovi lettori, sia per l’edizione cartacea che per quella digitale. Abbiamo registrato un’affluenza record agli eventi che organizziamo, abbiamo esteso la nostra diffusione a nuove aree. Oggi però ci scontriamo con il potere delle banche. Forti del nostro dinamismo, stiamo cercando di finanziare un piano di sviluppo che arrivi fino al 2031, ma al momento gli istituti bancari si mostrano estremamente cauti. Per questo motivo, ci rivolgiamo ai nostri lettori e ai nostri amici per poter andare avanti”.

Avanti tutta Leo, ce la farete!

Per chi volesse sostenere il giornale:

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Per abbonarsi :

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