
Grecia contro Turchia: Mitsotakis dichiara guerra al patto marittimo e lancia l’allarme sicurezza nei mari
Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha duramente contestato l’intesa marittima siglata nel 2019 tra Turchia e il passato Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli, recentemente ratificata anche dal Parlamento libico di Bengasi, definendo il patto “palesemente illegale, nullo e privo di efficacia” poiché cancella arbitrariamente la presenza geografica di diverse isole greche e tenta di imporre un “fatto compiuto” in aperta violazione della Convenzione Onu sul diritto del mare. Nonostante le tensioni, Mitsotakis ha escluso qualsiasi rischio per le esplorazioni di idrocarburi affidate a un consorzio guidato da Chevron a sud di Creta, mentre Atene continua a spingere per un accordo bilaterale separato con la Libia per definire i confini marittimi. Spostando l’attenzione sulla sicurezza globale delle rotte commerciali nel Mar Nero, in seguito al recente affondamento di una portacontainer greca colpita da droni, il premier ha chiesto una tregua internazionale per ripristinare la libera navigazione e proteggere l’esportazione di grano dall’Ucraina, assicurando che gli armatori ellenici sono pronti a riprendere i trasporti non appena sarà garantito un passaggio sicuro. Infine, riguardo al Mar Rosso, Mitsotakis ha lanciato un appello urgente all’Unione Europea per potenziare la missione navale Aspides, sollecitando un maggiore dispiegamento di risorse e una più ampia partecipazione degli Stati membri, un passo ritenuto fondamentale sia per rassicurare i Paesi del Golfo sia per tutelare le rotte commerciali vitali per l’economia europea.
Sezione:
MedOpen
Redazione centrale di MedOpen

