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3 novembre 2026

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

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Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

MedOpenMagazineNewsCara UE, per il tuo futuro è necessaria una riforma strutturale

Cara UE, per il tuo futuro è necessaria una riforma strutturale

L’Europa Unita muove i primi passi nel Mediterraneo, esattamente nell’isola di Ventotene nel 1944 con un Manifesto “Per un’Europa Libera ed Unita” firmato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e con il contributo di Eugenio Colorni e di sua moglie Ursula Hirschmann.
La proposta presentata nel Manifesto era la creazione di una federazione europea. Questo Manifesto di Ventotene è storicamente riconosciuto come uno dei testi precursori del processo di integrazione che ha portato poi alla nascita dell’Unione Europea.
Il Manifesto del 1944 era oramai quasi dimenticato dalle nuove generazioni, ma nel Marzo 2025 Giorgia Meloni Presidente del Consiglio in Italia ha letto in Parlamento alla Camera dei deputati alcuni passaggi del manifesto di Ventotene dichiarando “Questa non è la mia Europa”, causando una legittima reazione di indignazione di molti parlamentari italiani.
Quando fu scritto il Manifesto nel 1944 a Ventotene, i fondatori del Movimento Sociale Italiano, partito in cui si è formata Giorgia Meloni, avevano di già militato nel Partito Nazionale Fascista fondato nel 1921 trasformando il precedente movimento dei Fasci Italiani di combattimento, insomma erano gli eredi di Mussolini.
Certamente, Giorgia Meloni ha il merito di aver riportato l’ attenzione sul Manifesto di Ventotene del 1944, e questo le va riconosciuto come anche va riconosciuto che politicamente la sua allergia ai contenuti del Manifesto è legata alle sue radici politiche a favore della sovranità nazionale in un movimento che non ha mai davvero sostenuto i contenuti del Manifesto stesso nè compreso il significato strategico dell’Unione Europea.
Numerosi premi Nobel per l’economia, accademici e figure politiche di diversi orientamenti hanno però obiettivamente sostenuto che introdurre la moneta unica-euro senza una parallela unione fiscale, di bilancio e politica avrebbe esposto i Paesi membri a forti asimmetrie economiche. Così è stato, purtroppo!
Joseph Stiglitz nel suo saggio “L’euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa” ha definito l’euro moneta un errore fondamentale. Amartya Sen ha descritto l’euro come un errore politico ed economico che, anziché unire i popoli, ha alimentato tensioni e divisioni reciproche. Paul Krugman ha evidenziato ripetutamente come la rinuncia alla sovranità monetaria (e alla flessibilità del tasso di cambio) senza un bilancio federale centrale lasci i singoli Stati privi di difese macroeconomiche di fronte a shock asimmetrici. Milton Friedman e James Buchanan liberisti avevano previsto che l’euro non avrebbe retto alla prima grande crisi economica a causa delle differenze strutturali e della mancanza di flessibilità del mercato del lavoro europeo.
L’Unione Europa è quindi di fatto ancora un progetto politico incompiuto e non capace di rispondere alle esigenze dei Popoli. Da una parte l’Unione è contrastata dall’amministrazione americana di Trump e dalla Russia di Putin che vorrebbero veder presto la disintegrazione dell’Unione per obiettivi di natura puramente opportunistici (commerciali, politici e bellici), mentre dall’altra parte ci sono movimenti politici e culturali con radici nella liberal e social democrazia che supportano in maniera convinta le potenziali riforme necessarie per garantire l’efficienza di funzionamento dell’Europa Unita nel settore sociale, fiscale e di bilancio, di difesa comune e sviluppo.
Oggi prendiamo atto che l’Unione Europea non è un interlocutore efficiente tra l’Ucraina e la Russia nelle trattative per la pace, non riesce a definire nell’ambito della NATO una posizione chiara e decisa con l’America di Trump, non riesce a realizzare un piano economico globale per combattere la povertà dilagante, le problematiche legate all’immigrazione, ma soprattutto non riforma la struttura burocratica che non le permette di svolgere un ruolo dinamico e vitale nel cuore delle diverse nazioni europee per le sfide strutturali, economiche e geopolitiche.
Il Progetto nato con il Manifesto del 1944 nel Mediterraneo a Ventotene era ambizioso, la visione di quel progetto è valida oggi come nel passato, ma è necessario per l’Unione Europea superare le barriere socio-politico-culturali ed identificare delle priorità strategiche al di là della gestione degli ordini del Giorno nel parlamento europeo.
La convergenza politica dell’Unione Europea deve essere delineata per le seguenti tematiche che sono urgenti e prioritarie al di là della rappresentanza politica partitica: la gestione dell’immigrazione a breve ed a lungo termine, la questione della precarietà del lavoro per le nuove generazioni, la difficile situazione economica che negli ultimi anni ha significativamente aumentato la stato di povertà della popolazione europea, il rapporto con l’America circa la questione delle sanzioni e piani commerciali, un piano economico di difesa globale compatibile con lo stato di necessità in cui gravano molti paesi europei (il cosiddetto riarmo), un piano razionale ed efficiente di aiuto concreto per i paesi da cui parte l’immigrazione. In conclusione, una visione unitaria nella politica estera, la sicurezza e la tassazione.
Gli Autori del manifesto a Ventotene hanno il merito di aver avuto una visione politica fondamentale per lo sviluppo e la crescita unitaria dei paesi europei, anche per prevenire possibili elementi di tensioni sociali che nel passato sono state la causa di guerre devastanti tra gli stati europei. Ma la voce dell’Unione Europea in politica estera e di difesa non è ancora forte, anzi il contrario.
E’ chiaro a tutti che nel mondo in cui viviamo oggi la capacità negoziativa dell’Unione Europea sarebbe politicamente molto più determinante che la capacità negoziativa dei singoli paesi europei, e questo è certo uno dei motivi per i quali l’ Inghilterra è entrata in una fase di riconsiderazione della Brexit considerando il rientro step by step nell’Unione Europea.
Oggi supportare l’Europa Unita significa partecipare attivamente alla vita democratica, promuovere i valori di pace e cooperazione e favorire l’integrazione economica e sociale. E’ necessario proporre con una certa lungimiranza e creatività politica una riforma strutturale che possa dare all’Unione Europea la linfa vitale dell’integrazione che era al centro della proposta del Manifesto di Ventotene.

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