ULTIMISSIME

28.3°C
4 novembre 2026

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

header

Il silenzio non è un esercizio di stile, ma è complicità. Vogliamo prenderci la parola in un mondo che ha perduto il valore più importante: l’umanità. E vogliamo comunicare quello che sentiamo attraverso l’arte, in ogni sua forma ed espressione, perché i popoli del Mediterraneo possano vivere in armonia.

MedOpenMagazineNewsIn Egitto la scure del regime cala sull’informazione: chiuso Mada Masr e multa a Lina Attalah

In Egitto la scure del regime cala sull’informazione: chiuso Mada Masr e multa a Lina Attalah

Il silenzio calato sul giornalismo indipendente in Egitto si è fatto ancora più fitto ieri, 27 ottobre 2026, quando la IX sezione del tribunale penale di Nuova Cairo ha inferto il colpo di grazia all’informazione libera nel Paese, condannando al carcere Lina Attalah e ordinando la chiusura definitiva di Mada Masr, l’ultimo baluardo giornalistico rimasto fuori dal controllo del regime. Il verdetto è arrivato al termine di un procedimento lampo incentrato sulla gestione di una testata online priva di licenza governativa, imponendo alla direttrice una sanzione astronomica di 3 milioni di sterline egiziane (circa 48.000 euro). Subito dopo la lettura della sentenza, gli agenti della Sicurezza Nazionale presenti in aula hanno prelevato la giornalista trasferendola in custodia cautelare, dove rimarrà fino a quando la multa non sarà interamente pagata, mentre contestualmente le autorità hanno disposto il sequestro dei dispositivi della redazione e l’oscuramento del sito web. Classe 1983, cresciuta culturalmente tra l’Egitto e l’Italia – dove ha studiato presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico – Attalah incarna il giornalismo d’inchiesta coraggioso, che nel 2020 le è valso l’inserimento da parte del Time tra le 100 persone più influenti al mondo. La sua condanna rappresenta l’atto finale di una lunga persecuzione fatta di passati arresti e blocchi informatici, una strategia definitiva con cui il Cairo cancella l’ultimo spazio di narrazione indipendente rimasto nel Paese, confermando una stretta autoritaria che non intende tollerare alcuna voce fuori dal coro.

Sezione:
Condividi:

Lascia un commento

L’indirizzo email non sarà pubblicato. Campi obbligatori: *

Articoli correlati