
Generazione perduta. Scuola gratuita nel Sinai per i bambini di Gaza
Ad Al-Arish, nel Sinai settentrionale, un’iniziativa dal basso offre istruzione e supporto psicologico a circa 400 minori palestinesi sfollati, diventando un modello di accoglienza nella sponda sud del Mediterraneo. A soli 44 chilometri dal confine con la Striscia di Gaza, questa scuola gratuita rappresenta un ponte di speranza in una città costiera egiziana che è già diventata lo snodo centrale per i convogli umanitari e le evacuazioni mediche.
L’iniziativa è nata dal coraggio di Hadeel Zaarab, un’insegnante palestinese fuggita in Egitto con la famiglia nell’aprile 2024, sei mesi dopo lo scoppio del conflitto. Partita con un piccolo gruppo di bambini in un locale in affitto, l’attività si è strutturata fino a diventare un vero e proprio istituto che oggi accoglie alunni dai 6 e i 18 anni, quadruplicando le iscrizioni rispetto al nucleo iniziale. A sostenere l’operazione è la fondazione egiziana Misr El Kheir, che si fa carico delle spese di locazione e dei materiali didattici.
La scuola non è solo un luogo di alfabetizzazione, ma uno spazio di resistenza culturale e supporto psicosociale. Ogni mattina l’adunata dei ragazzi in kefiah e abiti tradizionali precede l’ingresso nelle aule, dove si studia sui programmi ministeriali palestinesi grazie a libri di testo fatti arrivare direttamente da Gaza.
Il corpo docente, composto da insegnanti rifugiati, lavora sul trauma bellico con un obiettivo preciso. “Lavoriamo per consentire agli alunni di recuperare il tempo perduto e integrarsi”, ha spiegato all’Ansa il maestro Hamid Abou Daher. “Vogliamo che, quando finalmente torneranno a Gaza, l’atmosfera scolastica sia per loro uno spazio familiare e non un elemento di spaesamento”.
C’è una crisi educativa ai confini del Mediterraneo, che racconta di oltre 14mila minori sfollati da Gaza in Egitto, con circa il 98% delle scuole a Gaza danneggiate o distrutte, con il terribile numero di oltre 658.000 bambini privati di istruzione regolare per due anni. Il progetto di Al-Arish risponde a un vuoto istituzionale drammatico. Secondo i dati Unicef, sono oltre 14.000 i minori in età scolare sfollati in Egitto. Come denunciato da Human Rights Watch, per queste famiglie l’accesso all’istruzione a distanza è ostacolato dall’alto costo della rete internet, dall’inflazione e da complessi nodi giuridici legati allo status di rifugiato. La maggior parte degli studenti della scuola vive in alloggi temporanei gratuiti messi a disposizione dalle autorità del Cairo, e molti sono giunti nel Sinai per curare gravi ferite di guerra.
Dall’altro lato della frontiera, il sistema educativo di Gaza è completamente al collasso dopo tre anni di devastazioni. Con quasi la totalità degli edifici scolastici distrutti, le Nazioni Unite continuano a lanciare l’allarme sul rischio concreto di una “generazione perduta”. Nonostante i tentativi parziali di riprendere le attività didattiche all’interno della Striscia, la rete di solidarietà transfrontaliera del Sinai rimane, per centinaia di giovani palestinesi, l’unico ancoraggio quotidiano verso il futuro.
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