
In questo pazzo mondo tra Stati maschilisti e allarmi bomba non ci resta che fissare l’aurora boreale
Un po’ Jerry Zucker, un po’ Mel Brooks, un po’ John Landis, un po’ Gioconda Belli, un po’ Samuel Beckett. Questo pazzo pazzo mondo si arricchisce così anche della presenza dei fantomatici combattenti dello Stato maschilista. Tu credi che sia soltanto un gruppo di sedicenti buontemponi che sta mettendo in crisi il sistema informatico di aeroporti, di banchi refrigeranti di supermercati e di frigoriferi ospedalieri, lanciando anche allarmi bomba su aerei di mezza Europa e all’interno di qualche redazione giornalistica, invece esiste per davvero, pare che sia di matrice russa. Odiano le donne. Non tollerano Stati a matrice femminista, cioè quelli che vedono in posti chiave del potere figure femminili, che secondo il loro personale decalogo dovrebbero stare in casa a sfornare figli e pizze rustiche.
Insomma, il mondo è ostaggio di gruppi di pazzi che dal sottotetto di casa propria con un paio di click generano caos. Non bastavano figure mitologiche metà uomini e metà cartoon come Donald Trump o Kim Jong-un, ora abbiamo a che fare con l’hacker della porta accanto, dall’infanzia difficile e dagli obiettivi coltivati sui tavoli da gioco familiari come Risiko!
Mentre una parte di mondo sensibile si interroga se è normale che vengano arrestate dall’esercito persone di buona volontà che aiutano contadini disgraziati a raccogliere le olive in CisGiordania, restiamo tutti come banali Vladimiro ed Estragone ad attendere che qualcosa avvenga. Intanto nei cieli scandinavi godiamoci l’aurora boreale, la cosa astratta più reale in questo pazzo mondo.
Sezione:
Gian Luca Campagna
Giornalista e scrittore

